Progetto

Le attività italiane del progetto “Illicit drug policies and social outcomes: a cross-country analysis – IDPSO”

Obiettivo del progetto è valutare in quale modo le differenze nelle leggi e nelle politiche nazionali in materia di droga, relativamente alla sua produzione, distribuzione e consumo, impattano sui principali indicatori sociali ad essa correlati, con una particolare attenzione alla cannabis. A tal fine, il progetto di ricerca mira, innanzitutto, a tradurre in indicatori quantitativi le diverse politiche nella loro forma “scritta”, generalmente approvate e messe in atto dalla legge, nonché la percezione, da parte dei soggetti interessati, delle politiche in essere. In secondo luogo, il progetto mira a misurare l’impatto di tali politiche sui principali indicatori circa l’uso di droga.

Per fare ciò, sono previste quattro fasi:

  1. analisi lexmetrica per consentire il confronto delle normative nazionali in materia di droga tra diversi paesi;
  2. uno studio quantitativo e qualitativo per valutare le percezioni di soggetti chiave riguardo a tali politiche;
  3. un’attenta analisi dei principali indicatori sociali direttamente o indirettamente correlati all’uso di droga (ad esempio, indicatori di salute, come i tassi di infezione da HIV o epatite, indicatori della domanda, come tassi di consumo delle diverse droghe o indicatori del sistema giudiziario, come il numero di reati o di detenuti per droga);
  4. un’approfondita comprensione della relazione tra le leggi e le politiche nazionali in materia di droga (fasi 1 e 2), e gli indicatori sociali (fase 3).

Fase 1 – Confronto cross-country delle politiche nazionali sulle droghe usando l’analisi lexmetrica

La prima fase prevede l’uso di una metodologia relativamente recente, l’analisi lexmetrica, per la valutazione delle politiche correlate alla droga. Il termine è stato coniato da Cooter & Ginsburg (2003) e si riferisce a un metodo di diritto comparato che si basa su una metodologia quantitativa sistematica. L’idea di base è “trasformare la legge in numeri”, permettendone così una misura. Nell’ambito della ricerca giuridica empirica, tale metodo è stato utilizzato in vari modi, che vanno dal semplice conteggio lessicale al benchmarking delle regole, misurando la qualità delle leggi o rilevandone la percezione. Uno degli usi principali dell’analisi lexmetrica è a fini comparativi, sia esso il confronto tra diversi paesi o attraverso il tempo in un solo paese. Ciò avviene mediante un processo di codifica della legge entro specifiche variabili, consentendo così di costruire una tassonomia di regole secondo un approccio bottom-up.

Questa tecnica permetterà quindi di costruire indici, relativamente alle norme legali, che possono essere utilizzate con tecniche quantitative, fornendo preziose informazioni sulla valutazione e il cambiamento delle politiche pubbliche.

Fase 2 – Studio qualitativo e quantitativo sulle percezione delle politiche sulle droghe

In un recente articolo sull’analisi empirica delle istituzioni legali e del cambiamento istituzionale, Buchanan et al. (2013) si riferiscono ai limiti delle tecniche quantitative nell’analisi delle regole legali, come le limitazioni nella selezione delle variabili e nel protocollo di codifica. È importante sottolineare che essi richiamano anche l’attenzione su un problema ontologico: una prospettiva evolutiva di fenomeni istituzionali come le leggi richiede l’identificazione di caratteristiche specifiche dei contesti sociali nel dare forma ai risultati.

In questa fase viene pertanto condotto uno studio qualitativo per catturare la percezione degli stakeholder circa le leggi sulle droghe e la loro evoluzione, in combinazione con indagini quantitative sulla rilevanza delle norme non statali (ad esempio, norme di autoregolamentazione) e regole non formali (come le norme e le convenzioni sociali) nella regolamentazione della produzione, dell’uso e della distribuzione di droga. Lo studio avviene attraverso:

  • interviste semi-strutturate con i principali stakeholder, in modo da fornire le loro opinioni sull’evoluzione legale, nonché per gettare luce sui risultati dell’approccio leximetrico;
  • un’indagine tra la popolazione generale (18-40 anni) destinata a ottenere prove sulla percezione delle leggi sulla droga;
  • un sondaggio tra gli attuali consumatori di droghe. Quest’ultimo sondaggio, in particolare, può suscitare iniziative di autoregolamentazione e norme e convenzioni sociali che regolano effettivamente i comportamenti legati alla droga (operando insieme a regole legali o in sostituzione di essi) e può aiutare a perfezionare il protocollo di codifica.

Fase 3 – Sviluppo di indicatori sociali chiave per l’analisi delle politiche sulla droga

Alla radice di ogni costo sociale troviamo tipicamente “indicatori sociali”: ad esempio, nella stima dei costi di trattamento, un fattore chiave è il numero di soggetti sottoposti a trattamento; o quando si stimano i costi del sistema legale, un fattore chiave è il numero di reati contro la droga o il numero di cause giudiziarie. Pertanto, un elemento critico nella nostra analisi è l’identificazione di indicatori sociali chiave per i sette paesi selezionati nel periodo 1996-2016. Non è necessario limitare la nostra attenzione agli indicatori sociali comunemente usati. In effetti, vi è la possibilità di valutare se possano o debbano essere utilizzati nuovi indicatori. Ad esempio, l’efficacia del sistema legale nell’implementazione della legge sulla droga potrebbe essere un indicatore importante. Gli indicatori sociali devono soddisfare diversi criteri. In primo luogo, devono essere comparabili tra i paesi selezionati; in secondo luogo, devono essere esaustivi e comprendere le varie dimensioni toccate dalla droga (indicatori di produzione, distribuzione e uso, indicatori relativi alla salute, indicatori del sistema giuridico, ecc.); in terzo luogo, devono essere disponibili per la maggior parte del periodo temporale in esame; infine, devono essere i determinanti della maggior parte dei costi sociali delle droghe illecite in ciascun paese. Una volta che gli indicatori sociali chiave sono stati identificati o definiti adeguatamente, verrà costruito un database della loro evoluzione per ciascun paese selezionato relativamente al periodo 1996-2016.

Fase 4 – Valutare l’impatto delle politiche sulla droga sugli indicatori sociali chiave

Questa fase combina il lavoro sviluppato nelle fasi precedenti con l’obiettivo di comprendere i collegamenti tra le politiche nazionali sulle droghe e gli indicatori sociali, considerando le complesse interrelazioni esistenti tra le variabili. In primo luogo, verranno analizzate attentamente le relazioni esistenti tra la “legge nei codici” (fase 2) e la percezione delle politiche sulla droga (fase 3) per capire se il database leximetrico costruito nella seconda fase sia un buon riflesso di queste ultime in ogni paese e, in caso contrario, in quali dimensioni esse differiscono.

In secondo luogo, si utilizzano tecniche avanzate per comprendere come le varie dimensioni in analisi interagiscono in ciascun paese:

In terzo luogo, si punterà a comprendere in che modo gli indicatori sociali chiave possono essere spiegati dalle caratteristiche specifiche delle politiche nazionali in materia di droga (nonché da altre variabili esplicative). Ad esempio, la depenalizzazione dell’uso di alcune droghe (ad esempio la cannabis) può comportare un aumento della domanda di trattamento, ma può portare a una riduzione dei reati di legge sulla droga. Valutare la natura e l’ampiezza di queste relazioni è fondamentale per informare le politiche: nel tentativo di stabilire un nesso causale tra le leggi e politiche nazionali sulla droga e gli indicatori sociali ad essa legati, specialmente in termini transnazionali, diventa possibile identificare o isolare il contributo specifico o l’importanza delle varie caratteristiche delle politiche sulla droga che svolgono un ruolo nel determinare i risultati sociali. L’approccio, quindi, consiste nel proporsi di capire la relazione tra una matrice di indicatori sociali (e non un solo indicatore – costo sociale) e le politiche sulla droga e presenta il vantaggio derivante dall’ampio consenso circa le metodologie per calcolare gli indicatori sociali (ad esempio, il numero di persone in terapia sostitutiva, il numero di morti per overdose, ecc.). Allo stesso tempo, sfrutta in modo più dettagliato i trade-off che spesso emergono quando si cambiano le leggi e le politiche sulle droghe: per alcuni indicatori l’impatto può essere positivo, ma per altri potrebbe essere negativo. Nel valutare l’entità di questi effetti, si offre una decisione più consapevole in merito ai cambiamenti delle politiche.

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